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Creare nuove opportunità di lavoro con il coworking

Avete sentito parlare di coworking? Conoscete questo nuovo modo di organizzare il proprio lavoro negli spazi coworking?
Qualche mese fa ho incontrato fuori sede un web developer freelance per discutere di un progetto web da sviluppare per l’azienda per la quale lavoravo.

Mi sono recata nella sua città a pochi km dalla mia e ci siamo incontrati in un bar. Ed è lì che davanti a una brioche ed un cappuccino abbiamo discusso del progetto. Ma veniamo al punto. Perché vi ho parlato di questo? Perché questa tendenza dei freelance o di qualsiasi altro professionista nomade o viaggiante di incontrarsi per lavoro al bar o in altri luoghi poco appropriati sta cambiando grazie al coworking che offre uno spazio adeguato per questo tipo di relazioni.

COSA È IL COWORKING?

Secondo Wikipedia: “Il coworking è uno stile lavorativo che coinvolge la condivisione di un ambiente di lavoro, spesso un ufficio, mantenendo un’attività indipendente. A differenza del tipico ambiente d’ufficio, coloro che fanno coworking non sono in genere impiegati nella stessa organizzazione. Attrae tipicamente professionisti che lavorano a casa, liberi professionisti o persone che viaggiano frequentemente e finiscono per lavorare in relativo isolamento.”

Il coworking non è altro che l’incontro e la fusione di 2 esigenze diverse: di chi lavora in uno spazio troppo grande e si sente isolato e decide di condividerlo e di chi invece ha bisogno di uno spazio. In pratica, puoi affittare una postazione dove svolgere il tuo lavoro e usufruire anche di una serie di servizi annessi come la rete wifi, fotocopiatrice e stampanti, spazi relax, sale riunioni, etc.

Mi sembra una grande idea! Io non sono una coworker perché nella città in cui vivo non esistono coworking. Vivo a Lamezia Terme e da pochi mesi ho cominciato a lavorare come freelance web designer. Lavoro a casa e non immaginate quanti fattori disturbano il mio lavoro e non mi permettono di concentrarmi come dovrei. Uno spazio coworking sarebbe una soluzione perfetta. Ma Lamezia Terme rispecchia un pò la situazione del sud sul tema coworking: Pochi sono a conoscenza del coworking ed in tutto il sud ci sono solo 6 spazi. Ma sono fiduciosa e spero che il panorama cambi e che qualcuno abbia voglia e coraggio di abbracciare il progetto coworking e chissà che non lo faccia io stessa.

Il coworking si rivolge soprattutto ai professionisti: architetti, informatici, web designer, ma stanno però aumentando anche i lavoratori subordinati, soprattutto quelli che lavorano per piccole aziende che, sempre più spesso, decidono di optare per spazi alternativi ai soliti uffici. La maggior parte dei coworkers lavorano nell’ambito del web e del digitale ma anche parrucchieri, medici, estetiste, business men con la valigia sempre in mano si stanno avvicinando al coworking. L’obiettivo del coworking è migliorare la qualità della vita lavorativa e creare nuove opportunità di business e di lavoro. Basta lavorare a casa ed essere disturbati da mille motivi oppure basta recarsi in ambienti non idonei come i bar per parlare di lavoro. La scrivania del coworking favorisce questa migliore qualità lavorativa come è spiegato in questa fantastica infografica di Threefortynine.

LA SITUAZIONE ATTUALE IN ITALIA

Il coworking nasce in Italia dall’idea di due imprenditori milanesi che il 1 aprile 2008 hanno deciso di aprire i loro uffici di Milano ad un’esperienza di coworking e hanno creato il progetto Cowo che offre un programma di affiliazione aperto a chi volesse aprire un coworking nell’ambito dei propri uffici. La loro esigenza era quella di valorizzare il loro spazio che era diventato troppo grande per lo stile di lavoro che stava cambiando. E anziché fittare il loro spazio con un contratto di locazione rigido di 6 anni + 6 hanno avuto la grande idea di provare con il coworking. Da allora sono nati altri progetti come quello di Hub e i numeri mostrano che si tratta di un fenomeno in continua evoluzione e crescita. Il maggior numero dei centri coworking si trova nelle grandi città del nord: Torino, Milano, Roma, ma si sta diffondendo a macchia d’olio anche nel centro d’Italia e in altre città minori. Cowo conta in totale 77 spazi e 46 città coinvolte. Al sud ci sono solo 5 coworking  ( Bari, Corato, Reggio Calabria , Catania e Sassari) e se li confrontiamo con i 21 centri aperti al centro e 50 al nord (solo 30 in Lombardia), il confronto per ora è irrisorio. Chi pensava che il coworking fosse una bolla di sapone che sarebbe scoppiata da un momento all’altro, deve ricredersi e cominciare a pensare che il coworking è una solida realtà. Questo è dimostrato dal fatto che alcune istituzioni come la giunta della Camera di Commercio di Ferrara e di Milano, hanno messo a punto un piano che prevede misure di intervento volte proprio a sostenere aspiranti imprenditori interessati a sperimentare questa modalità nuova di condivisione di spazi e relazioni di lavoro ( sul modello di quanto già avviene con successo in altre città europee) all’interno di spazi fisici comuni. Il piano contiene due misure di intervento: l’una finalizzata alla costituzione di un elenco qualificato di soggetti fornitori di servizi di coworking, l’altra finalizzata all’erogazione di incentivi economici, a parziale copertura delle spese sostenute, a favore di giovani che intendano avviare attività di lavoro presso spazi di coworking facenti parte dell’elenco qualificato.

Intanto è nato anche il primo motore di ricerca italiano di spazi coworking per cercare uno spazio e inserire uno spazio da affittare. Le iniziative non mancano e continueranno ad aumentare.

COWORKING E CRISI ECONOMICA

Spesso ho trovato degli articoli che associano il coworking ad un fenomeno che nasce come risposta alla forte crisi economica che stiamo vivendo. È sbagliato e lo afferma lo stesso Massimo Carraro, fondatore del network Cowo. Il coworking in realtà nasce come esigenza di valorizzare uno spazio, un ufficio e metterlo a disposizione delle relazioni e della cooperazione umana. Infatti, il primo spazio di coworking è nato nel 2008, prima dell’inizio della crisi. Il coworking non è la reazione alla crisi economica in atto, ma sicuramente rappresenta una vera manna dal cielo perché permette di ridimensionare i costi dell’attività professionale. Il coworking è una esperienza che aiuta e che rappresenta la soluzione ideale di piccole imprese, startup, freelance che hanno bisogno di affittare o acquistare un proprio ufficio perchè non possono permetterselo; Per cui possiamo dire: “Ben venga il coworking in periodo di crisi”. Se consideriamo che affittare una scrivania equivale a spendere dai 15 ai 25 euro, allora possiamo dire che il coworking è una risposta importante alla crisi economica in atto. I costi variano da spazio a spazio e dai tipi di servizi offerti ed inoltre dobbiamo tener presente che non dobbiamo sostenere alcun costo fisso e non dobbiamo investire niente.

IL COWORKING CREA VALORE?

“Il coworking crea valore?” è il tema del 4 BarCamp Nazionale sul coworking che si terrà a Milano il 29/06/2013. Io parteciperò perchè credo sia interessante capire il coworking non non solo dal punto di vista del business ma anche come creazione di valore delle persone che si incontrano, che si scambiano idee, che condividono progetti e che semplicemente relazionano tra di loro. Sarà interessante incontrare coworker che raccontano la loro esperienza per meglio capire la realtà del coworking. Gli spazi del coworking non sono niente senza le persone che si identificano nello spazio coworking e che aiutano a creare una rete di relazioni. Concretamente come si crea valore? Un esempio? Io ti progetto il sito e tu mi curi il posizionamento sui motori di ricerca. “I coworkers possono scambiarsi i contatti e questo favorisce ed amplifica il bacino di potenziali clienti. I coworkers possono associarsi e creare progetti comuni. Il valore del coworking è: valore delle persone, delle idee, delle infrastrutture, degli spazi, delle relazioni, della comunicazione, del servizio, dell’ospitalità.

CONCLUSIONE

Non c’è alcuna garanzia che uno spazio di coworking abbia successo. Senza dubbio dipende da alcuni fattori come la città, il tipo di target, il mercato; L’importante è saper gestire lo spazio non solo come offerta di scrivanie ma anche creando un valore aggiunto ed organizzando eventi che coinvolgono i coworkers. Deskmag, la rivista on-line che si occupa di coworking, ci da sette consigli per avere un buon successo:

  1. La location deve esse in una zona vicina ai trasporti e con bar, supermercati, ristoranti, poiché molti coworker sono viaggiatori.
  2. L’arredo dell’ufficio è importante: un tavolo e una connessione, ma con caffè e tè è meglio;
  3. Mantenere un prezzo ragionevole;
  4. Un nome che possa attirare l’attenzione, soprattutto all’avvio per far parlare di sé;
  5. Dedicarsi al coworking a tempo pieno, non come progetto parallelo, almeno nella fase iniziale.

Io ci sto pensando al coworking? E tu? Vuoi dirmi cosa ne pensi? Lascia un commento!

FONTI: Cowo, Talent Garden Blog, Corriere della Sera

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