fbpx

Il Web Designer è un mestiere con la M maiuscola?

Quanto è difficile spiegare il nostro mestiere? Quanto ancora il nostro mestiere avrà bisogno di tante parole e frasi per poter essere considerato un mestiere con la M maiuscola? Mi rivolgo ai miei colleghi: alzi la mano chi di voi non trovi difficoltà a spiegare cosa rappresenta il nostro mestiere nell’epoca della grande tecnologia, della navigazione su internet da cellulari e smartphone, nell’era di whatsApp e di Facebook, nell’era del cosiddetto settore “quaternario”?.

Che mestiere vuoi fare da grande?

Quando ero bambina e mi chiedevano “Che mestiere vuoi fare da grande”? certamente non avrei mai potuto pensare di rispondere la web designer. Era il lontano 1985 e non esisteva né internet, né cellulari e nessuna era web, ma semplicemente mi divertivo a giocare con mio fratello a pac-man con un vecchio Commodore 64 che per me era una cosa straordinaria. Durante il periodo universitario negli anni 98-2000 ho cominciato a conoscere internet mentre Steve Jobs già cominciava a progettare i primi prototipi di mac che per me valgono più di una borsa di Luois Vuitton o di “un diamante è per sempre”. Ho scritto la tesi su internet, imparando a dattilografare a memoria senza dover guardare lo schermo e questo mi ha aperto un mondo nuovo. Certo devi avere una certa predisposizione e anche se non sono nata nell’era del Web 2.0 ma in quella del web 1.0 dove il sito web era un foglio statico con dei testi ed alcune immagini, subito mi sono sentita attratta da questo mondo che però mi è appartenuto solo a partire dal 2005.

Lavoro dipendente

Se poi aggiungiamo che è un lavoro imprenditoriale e che sono il capo di me stesso e di eventuali altri collaboratori allora casca il mondo. Non ho un posto fisso ( per dirla alla Checco Zalone ). La mattina non mi sveglio per andare ogni giorno nello stesso luogo di lavoro; non entro negli uffici di un’azienda. Per tanti anni anni ho lavorato come dipendente svolgendo sempre lo stesso noioso lavoro. Badge, caffè, scrivania, pranzo, caffè e scrivania. Ore 16.55 a contare i minuti per timbrare il badge di uscita. Avevo un’autonomia di 1 anno e mezzo o poco più e poi spinta dalla noia cambiavo luogo di lavoro. Forse l’unica cosa che mi manca è il caffè con i colleghi e le chiacchiere da “Camera Cafè”. Per il resto il lavoro dipendente non fa per me.

Voglio diventare Web Designer

Questo mi ha spinto ad aprire la partita-iva solo 1 anno fà e a diventare il capo di me stesso. Ho cominciato a costruirmi una seconda carriera, perché con il diploma in Ragioneria e la Laurea in Scienza Politiche non impari a disegnare e progettare per il web. Comincio a frequentare corsi annuali, mensili, cerco la mia strada prima nel web editing cioè scrivere i testi su internet perché non è la stessa cosa di come scrivere su un diario o su una pagina di giornale.
Ma non mi accontento, comincia ad attirarmi lo sviluppo dei siti web, cioè progettare un sito web con uno strumento di disegno sul computer e successivamente lo sviluppo e messa on-line del sito stesso.
Quando ho cominciato andava ancora forte Flash: era una figata perché ti permetteva di realizzare animazioni direttamente lato design. Esistevano dei siti web in flash bellissimi, accattivanti ma con il passare degli anni flash è stato sostituito dal linguaggio html5 e css3 che veniva sempre più supportato dai browser a discapito del vecchio flash. Da flash sono passata poi alla scuola Mohole con il primo master in web design e poi allo IED con la triennale di Graphic Design. In mezzo tanta gavetta e tanta esperienza. Ed eccomi qui adesso ad essere capo di me stesso e di nessun altro.

Cara mamma e cari amici vi spiego cosa vuol dire web designer

Partendo da questo possiamo capire l’importanza del mestiere di web designer e di tutte le attività affini.
Cara mamma senza il mio lavoro tu non potresti: andare su youtube per trovare la ricetta della per la domenica quando sei senza ispirazione, andare su google e cercare il parrucchiere aperto nello tua città, o mandarmi un messaggio su whatApp; cari amici senza il mio lavoro voi non potreste andare su Instagram e pubblicare le vostre migliori foto, mettere un like su Facebook, chattare su whatsAp, fare un tweet, mettere un pin o non potresti comprare su internet un paio di scarpe Nike che vendono soltanto negli Stati Uniti.
Cara mamma e cari amici, non potreste fare tantissime cose di cui facevate a meno tanti anni fà ma che ora sono entrati a far parte della nostra vita quotidiana e che spesso diventano anche cattive abitudini ed usanze: mai anni fà si poteva pensare di mandare gli auguri su Facebook o di mandare un messaggio su whatApp nello stesso appartamento da due stanze diverse o di andare a cena e di vedere persone che anziché parlarsi tra di loro sono con il loro telefono. Questo è un’esagerazione dell’era del Web 2.0.
Ma tornando alle cose positive ed utili dell’era del Web 2.0. senza il mio mestiere tu non potresti fare tantissime cose. I nostri ragazzi i nostri figli e i nostri giovani sono nati nell’era del Web 2.0. e per loro è inconcepibile una vita senza cellulari, senza whatapp, senza Facebook e senza connessione internet. Molto spesso mi sento dire: ma quando non c’erano i cellulari come si viveva? cosa facevate?…. Così come per i nostri genitori e nonni è difficile entrare in questo mondo e catapultarsi in quest’epoca tecnologica e capire l’utilizzo di tutta questa tecnologia.
Perché faccio la web designer? Partiamo dalla considerazione che siamo nell’era del Web 2.0 cioè secondo la definizione di Wikipedia il Web 2.0 è:

“l’insieme di tutte quelle applicazioni che permettono un elevato livello di interazione tra il sito web e l’utente come i blog, i forum, le chat, i wiki, le piattaforme di condivisione di media come Flickr, YouTube, Vimeo, i social network come Facebook, Myspace, Twitter, Google+, Linkedin, Foursquare, ecc[1], ottenute tipicamente attraverso opportune tecniche di programmazione Web e relative applicazioni web afferenti al paradigma del Web dinamico in contrapposizione al cosiddetto Web statico o Web 1.0.”

Chi è e cosa fa il web designer?

Ma veniamo alla definizione di “ Web designer” secondo Wikipedia

“colui che progetta per il world wide web, un’espressione inglese utilizzata anche nella lingua italiana per indicare lo sviluppo teorico e pratico di un sito web.”

Inoltre c’è scritto che….

“Il web designer, presenta analogie teoriche con l’architettura: così come un architetto nella costruzione di un palazzo, infatti, il web designer deve disporre di competenze che vanno dallo studio del singolo elemento, alla complessità del progetto, e avere competenze di usabilità e accessibilità.”

Questo fa intendere che ci sono diverse figure all’interno dell’epoca del web 2.0 e che la cosa diventa ancora più complessa se consideriamo che un web designer è una sola persona che non può avere tutte le conoscenze che sono presenti in una web agency cioè un’agenzia web che presenta più figure professionali ognuno con una propria specializzazione:

  1. L’Account Manager accoglie la richiesta del cliente e la trasmette al Project Manager, spiegando il progetto nel suo insieme;
  2. Il Project Manager spiega il progetto all’Art Director (direttore della parte artistica) e allo Chief Technical Officer (CTO, direttore della parte di sviluppo);
  3. L’Art Director concepisce il concept giusto per il progetto e spiega la sua idea all’User eXperience designer (UX designer, progettista dell’esperienza utente) e allo User Interface designer(UI designer, progettista dell’interfaccia utente);
  4. Lo UX designer prepara i wireframe, struttura del progetto volta a considerare e ottimizzare l’esperienza utente, rimanendo in costante contatto con l’Art Director, che a sua volta comunicherà con il Project Manager, al fine che l’esperienza utente sia costruita su misura del cliente;
  5. Una volta pronti i wireframes, l’Art Director li passerà allo UI designer, al fine di progettare l’interfaccia migliore per la struttura concepita nei wireframe;
  6. Lo UI designer, in costante contatto con l’Art Director, penserà allo stile e alla veste visuale del progetto. Una volta conclusa questa parte l’Art Director passerà le lavorazioni al Project Manager, il quale, insieme all’Account, verificherà che tutto sia accettato dal cliente finale. Lo UI designer preparerà un manuale delle linea guida adottate da passare all’Art Director, che a sua volta lo passerà al CTO;
  7. Il design definitivo (UX e UI), insieme al manuale delle linee guida, viene passato dal CTO al Back-end developer e al Front-end developer;
  8. Il Front-end developer si occuperà di tradurre tutto il design del progetto in codice (leggibile dai browser) e far interagire i diversi elementi presenti nelle pagine (animazioni, effetti, etc), seguito dal CTO e dall’Art Director;
  9. Conclusa la parte visuale dello sviluppo il Back-end developer si occupa di far interagire i diversi elementi presenti nelle pagine con il database o pannelli di gestione;
  10. A questo punto il progetto è concluso e il progetto può essere consegnato al Project Manager che lo consegnerà al cliente finale.

Cara mamma io sono praticamente l’insieme di tutte queste figure anche se la mia figura specifica è quella del Web designer e Front end developer e quindi su tutto il resto ho un’infarinatura generale e non specialistica; per ovvi motivi i prezzi che chiedo sono inferiori rispetto a quelli di un’agenzia web.

Ma veniamo a me cara mamma, perché non so se a questo punto hai capito cosa faccio di mestiere, ma sicuramente hai capito quello che non faccio, cioè che non mi reco in un ufficio per lavorare ma lavoro a casa. A casa mi sono creata il mio piccolo studio con 1 macbook pro, un Imac con schermo 27 pollici ed in più un pc Acer per fare i test su Internet Explorer, senza dimenticare tutti i tablet e smartphone che mi servono per testare i siti web anche sui dispositivi più piccoli. Parliamo di Responsive Web design ma cara mamma questo è un’altro capitolo e ci vuole un altro articolo per spiegarti di cosa si tratta ?
Cara mamma tu sei un’artista hai avuto il dono di saper disegnare e dipingere a mano libera su una tela bianca, ebbene io ho in parte ereditato questa tua dote naturale ( in realtà a mano libera non so disegnare neanche un cerchio ) in maniera differente: come te che parti da una tela bianca, e dipingi il tuo disegno, io parto da un foglio bianco sul computer e disegno con dei programmi particolari il sito web. Dopo aver fatto questo devo scrivere un codice particolare per far sì che il browser ( internet explorer, safari, mozilla o chrome o qualunque altro ) interpreti il codice per farti vedere il sito internet delle ricette di cucina. Senza il mio lavoro tu non potresti andare su google e cercare la tua ricetta preferita. Perché sai mamma che su google esce una lista di siti web che pubblicano ricette.

I vantaggi del web designer capo di se stesso

Cara Mamma adesso che hai capito cosa faccio ti spiego come si svolge la mia giornata di lavoro e come gestisco il mio lavoro. Grazie al mio sito web ed al mio blog molte persone mi trovano su internet e mi contattano o tramite il modulo messaggi o tramite il cellulare per dirmi che hanno bisogno di un sito web particolare. In questo modo trovo i miei clienti che mi pagheranno il lavoro che realizzerò per loro dietro un’anticipo del 40% sul prezzo totale + Iva prima di cominciare a lavorare; mentre il saldo finale sarà pagato alla conclusione del lavoro, quando il cliente sarà soddisfatto e prima di mettere il sito web on-line.
Come sai io lavoro da casa quindi posso gestire la mia giornata di lavoro. Non andando in ufficio e non avendo l’obbligo di stare in ufficio poiché sono il capo di me stessa, posso anche permettermi di uscire durante la giornata, di andare dal dottore senza chiedere il permesso, di andare al comune per sbrigare una pratica, di andare sotto casa a prendermi il caffè. Questo è uno dei grandi vantaggi di essere capo di me stessa e di lavorare a casa. Ce ne sono altri: per esempio un giorno posso decidere di prendermelo completamente libero senza dover chiedere il permesso a qualcuno oppure posso decidere di prendermi due ore di libertà durante la giornata per andare a correre. Ma non sai mamma che questo tempo poi lo recupero in altri momenti: quante notte insonni ho passato per lavorare oppure quanti sabati e domeniche davanti al computer ho trascorso per recuperare un po’ di lavoro perso! Senza dimenticare che poi il mio lavoro si può fare ovunque e dovunque avendo un portatile ed una connessione internet. Per questo motivo mi porto il computer sempre con me nei miei viaggi: perché sempre ho la possibilità di lavorare e di soddisfare eventuali richieste dei miei clienti.

Gli svantaggi del web designer capo di se stesso

Ma ci sono anche tanti svantaggi di essere il capo di me stesso e di lavorare a casa. Le distrazioni sono tante: suona il telefono, mio figlio è malato e rimane a casa e puoi ben capire come sia difficile lavorare in questo modo. Cara mamma il lavoro nel mio caso spesso me lo devo cercare: in alcuni periodi ho poche richieste ed allora mi devo inventare qualcosa, in altri ho tante richieste e non so come dividermi poiché sono solo una persona. In questo caso mi vedrai lavorare giorno e notte e quante volte mi hai visto sempre con il computer davanti agli occhi, senza capire cosa stessi facendo. Bene. Adesso lo sai.
Un altro grosso svantaggio di essere capo di se stessa e di svolgere un lavoro web 2.0 è quella della poca regolamentazione di questo mestiere sia nella gestione dei listini sia nella tutela e gestione dei pagamenti. Cara mamma sai quanto è difficile farsi pagare in tempo e spesso devo aspettare mesi e mesi prima che mi facciano il bonifico. Devo cercare in tutti i modi di tutelarmi magari non consegnando loro il lavoro prima del pagamento perché in questo settore non puoi fidarti di nessuno. Cara mamma sai quante fregature ho avuto? da parte di persone che promettono e promettono ma poi non mantengono. Questo si traduce in perdita, mancato guadagno per un lavoro fatto ed il tempo speso inutilmente. Quando ottieni un determinato lavoro da un cliente la parte più difficile è il preventivo, cioè prezzo che il che il cliente ti paga in cambio del lavoro che gli devi realizzare ( sito web). Il preventivo non sempre viene accettato dal cliente perché il cliente è scettico come te cara mamma e non vuole investire tanti soldi in un sito web, lasciandosi tentare dal ragazzetto autodidatta che il sito lo fa pagare 200 €. Purtroppo il cliente non sa che che ciò non vuol dire risparmiare, tanto vale non investire in un sito web e quindi sarà costretto ad investire nuovamente in un professionista, perdendo tempo e denaro.

Conclusione: non faccio il posto fisso ma il più bel lavoro al mondo

Quindi cara mamma, non so se ora hai le idee più chiare sul lavoro che svolgo ma avrai sicuramente capito che non è semplice ed allo stesso tempo è molto affascinante perché mi permette di gestire il lavoro che mi piace, mi permette di migliorare continuamente e di non annoiarmi all’interno di un ufficio a svolgere sempre la stessa mansione, mi permette di metterti in gioco ma anche di rischiare, mi permette di gestire il tempo e tutto questo se fatto bene e fatto con un certo equilibrio mi permette di svolgere un lavoro che per me è bellissimo perché a suo modo è creativo come quello che fai tu quando da una tela bianca crei un quadro meraviglioso come quelle che fai tu e che arredano la mia casa.
Cari amici questo vuol dire fare la web designer, essere il capo di se stesso e lavorare a casa, ma sono certa che vuoi continuerete a pensare che questo non è un lavoro con la M maiuscola a differenza del “posto fisso” o di un’altra carriera più conosciuta di libero professionista ma resta il fatto che per me è il più bel lavoro del mondo.

Per piacere seguici e metti mi piace:
alederobertis75
info@alessandraderobertis.it
Nessun Commento

Pubblica un commento